FLAVIO BOLTRO

Tromba

Flavio Boltro è senza dubbio uno dei più apprezzati e massimi rappresentanti trombettisti tra i protagonisti indiscussi della scena jazz internazionale. E’ creativo nel vero senso della parola: sa creare la propria musica, lungi dall’essere contento di suonare un pezzo, gli dà vita!

È come se dipingesse ogni nota con la sua personale visione del mondo, distinguendosi per un suono unico che unisce potenza, lirismo e swing.

Nel 1984 viene eletto “miglior talento” dell’anno dalla rivista Musica Jazz e l’anno successivo miglior musicista dell’anno. Verso la fine degli anni ottanta, Flavio Boltro prende parte alla formazione in trio con Furio Di Castri, il batterista Manu Roche e il sassofonista americano Joe Lovano.

Nel 1993, Michel Petrucciani lo chiama nel suo sestetto e ne farà parte fino al 1999, l’anno della morte del mitico pianista francese.

In un’intervista fatta a Wynton Marsalis su ”DownBeat” nel 1998, Marsalis designa Flavio Boltro come uno dei migliori trombettisti della scena jazz mondiale insieme a Terence Blanchard, Tom Harrell, Roy Hargrove, Wallace Roney, Nicholas Payton, Marcus Printup.

Ha collaborato con leggende come:

Cedar Walton, Bob Berg, Clifford Jordan, Freddie Hubbard, Billy Hart, Don Cherry, Steve Grossman, Billy Cobham, Billy Higgins, Michel Portal, David Williams, Jimmy Cobb, Darryl Hall, Marcus Miller e con Stefano Di Battista, Antonio Faraó, Roberto Gatto, Danilo Rea, Gino Paoli, e molti altri.

Flavio Boltro è stato insignito del grado “Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres” dal Ministero della Cultura Francese.

PROJECTS

Flavio Boltro – Miles Miles Quartet è un progetto in cui convergono le carriere e le visioni di alcuni dei più stimati e versatili artisti della scena contemporanea, protagonisti e interpreti di assoluto spessore artistico, noti per le loro collaborazioni nazionali e internazionali. Unendo la loro consolidata esperienza e una profonda sensibilità tecnica, gli artisti danno vita all’omaggio dedicato al grande genio Miles Davis con arrangiamenti originali. Il risultato è una performance di altissimo livello, un’esperienza immersiva in cui la maestria tecnica si fonde con una potente carica emotiva e comunicativa, rendendo ogni concerto un evento irripetibile.

Fabio Giachino, pianista, compositore e producer, è un artista eclettico che si muove entro i confini del jazz e della musica elettronica. Nel 2011, 2012 e 2013 è stato tra i migliori 10 pianisti italiani secondo “JazzIT Awards”, è stato insignito di importanti premi ottenendo riconoscimenti sia nazionali che internazionale. I suoi album, “Introducing Myself” del 2012 con il suo trio (feat. Rosario Giuliani) e ”Jumble UP” del 2014 sono stati inclusi nella selezione “100 Greatest Jazz Album” del 2012 e 2014, stilata dalla rivista JAZZIT, nel 2013 il suo trio è stato tra le migliori 10 band italiane. Parallelamente agli studi accademici classici, che hanno portato al Diploma di Musica in Organo nel 2006 e alla Laurea di Secondo Livello in Musica nel 2009, nel 2012 ha conseguito il Master in Musica Jazz presso il Conservatorio “G.Verdi” di Torino. Tra le numerose collaborazioni, spiccano quelle con Randy Becker, Paolo Fresu, Dave Liebman, Javier Girotto, Miroslav Vitous, Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Patrice Heral, Gianluca Petrella, Roy Paci, Furio Di Castri, Rosario Giuliani, Pasquale Mirra, Maurizio Giammarco e Karima.

Pippo Matino, musicista poliedrico che spazia dalla musica jazz e relative contaminazioni funky, blues, rock alla musica leggera italiana ed è considerato, dalla critica nazionale, tra i maggiori specialisti e virtuosi del basso elettrico. Ha creato svariati progetti live in qualità di leader realizzando ben 14 ALBUM e ha collaborato con alcuni tra i migliori musicisti internazionali: Billy Cobham, Mike Stern, Horacio ”El Negro” Hernandez, Manatthan Trasfer, Famoudou Don Moye, Bireli Lagrene, Peter Erskine, Tony Scott, Stefano di Battista, Rocco Zifarelli, Roberto Gatto, Javier Girotto, Benjamin Henocq, Antonio Faraò, Danny Gottlieb, Ronnie Cuber, James Senese, Robin Eubanks Fabrizio Bosso, Antonello Salis, Rosario Giuliani e con numerosi artisti della musica leggera italiana: Joe Barbieri, Alex Britti, Giorgia, Neri per Caso, Enzo Gragnaniello, Loredana Bertè, Eduardo De Crescenzo, Irene Grandi, Francesco Baccini. Nel 2006 ha tenuto una Masterclass presso la scuola di jazz piùfamosa al mondo: BERKLEE COLLEGE of MUSIC di Boston.

Marco Frattini è un batterista e compositore, oggi considerato tra i migliori specialisti di piatti e tamburi a livello internazionale. Ha studiato presso il Berklee College of Music ed il New England Conservatory di Boston e la sua attività concertistica in diversi ambiti (jazz, pop, world, contemporanea, canzone d’autore, teatro) lo portano a collaborare con numerosi artisti, tra i quali Pietro Tonolo, George Garzone, Trilok Gurtu, Darryl Hall, Javier Girotto, Inoki, Simone Zanchini, Max Ionata, C’mon Tigre, Nigel Price, Gianluca Petrella, Miklòs Lukàcs, Quintorigo, Peppe Servillo, Marco Sabiu, Luca Barbarossa, James Thompson, Roy Paci, Will Weldon Robertson, M+A, Joseph Bowie, Umberto Scida, Alessio Boni, Gianmaria Testa, Max Manfredi, e molti altri. Questo ampio spettro di collaborazioni lo porta ad essere un musicista dallo stile estremamente personale ed al contempo versatile, ha all’attivo più di settanta incisioni discografiche e svariate produzioni musicali e teatrali. Marco Frattini ha suonato in tutto il mondo partecipando ad importanti festival nazionali ed internazionali e varie trasmissioni radiofoniche e televisive.

Mirobolant è un aggettivo di origine francese (derivato del termine myrobolan) che significa straordinario, stupefacente o strabiliante. Nel lessico italiano si è evoluto nella forma simile mirabolante. Entrambi i termini sono spesso usati in modo enfatico per descrivere qualcosa di magnifico, incredibile o fuori dal comune.

Quando universi sonori distinti si incontrano, nasce un’alchimia unica.

Flavio Boltro, maestro indiscusso della tromba jazz, Jérôme Casalonga, figura emblematica della musica corsa, Majid Bekkas, virtuoso marocchino del guembri e custode della tradizione Gnawa, e Mattia Barbieri, esploratore delle percussioni moderne, si uniscono per uno straordinario progetto artistico.

Questi quattro musicisti, provenienti da tradizioni e culture musicali ricche e variegate, intraprendono insieme un’avventura sonora in cui le loro radici si intrecciano con l’aspirazione a esplorare l’ignoto. Mossi da un desiderio condiviso di scambio, creazione e fusione, compongono un repertorio unico, un mosaico musicale intriso delle loro rispettive identità, ma proteso verso territori inesplorati.

Il progetto promette di essere un’immersione audace in un universo dove il respiro meditativo delle montagne corse incontra i ritmi ipnotici della musica Gnawa, dove l’improvvisazione jazz si fonde con le cadenze delle percussioni contemporanee. Nelle loro mani, ogni nota diventa una porta d’accesso a mondi abbaglianti e inaspettati.

Quest’avventura è la testimonianza senza tempo di questo dialogo universale, destinato ad affascinare e stupire gli amanti della musica senza confini. L’album, vero riflesso di questo incontro creativo, promette di essere un viaggio attraverso paesaggi sonori unici, intrisi di umanità ed emozioni condivise. Un invito ad ascoltare in modo diverso, a immaginare un mondo in cui le differenze si uniscono per dare vita a nuove armonie.

Il duo composto da Flavio Boltro e Fabio Giachino, acclamato per la sua carica espressiva di altissimo livello, si muove liberamente in un repertorio tra composizioni originali e standard jazz con un progetto straordinario che offre momenti di profonda intensità e tecnica sopraffina. I due artisti hanno condiviso insieme numerose esperienze musicali giungendo a una intimità artistica che trova la sua massima espressività in questo lavoro in cui le cose da dire sono molte, ma sono soprattutto intense ed uniche.

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