FLAVIO BOLTRO

Tromba

Flavio Boltro è senza dubbio uno dei più apprezzati e massimi rappresentanti trombettisti tra i protagonisti indiscussi della scena jazz internazionale. E’ creativo nel vero senso della parola: sa creare la propria musica, lungi dall’essere contento di suonare un pezzo, gli dà vita!

È come se dipingesse ogni nota con la sua personale visione del mondo, distinguendosi per un suono unico che unisce potenza, lirismo e swing.

Diplomatosi al Conservatorio di Torino, nel 1984 viene eletto “miglior talento” dell’anno dalla rivista Musica Jazz e l’anno successivo miglior musicista dell’anno. All’età di 25 anni entra a far parte della fantastica formazione “Lingomania” con Furio Di Castri, Umberto Fiorentino, Maurizio Giammarco e Roberto Gatto, che si aggiudicherà per due volte consecutive il premio per il miglior disco e miglior gruppo dell’anno. Verso la fine degli anni ottanta, Flavio Boltro crea il trio con Manu Roche e Furio Di Castri formazione poi ampliatasi in quartetto con Joe Lovano. A partire dal 1990 partecipa a numerosi festival e tournée con i grandi artisti Freddie Hubbard e Jimmy Cobb. Nel 1993, Michel Petrucciani lo chiama nel suo sestetto e ne farà parte fino al 1999, l’anno della morte del mitico pianista francese. Flavio Boltro è protagonista nel gruppo di Laurent Cugny dal 1994 al 1997 e  per 4 anni con la ONJ Francese. Nel 1997 si concretizza il progetto Stefano Di Battista/Flavio Boltro Quintet con line up: Eric Legnini, Benjamin Henocq e Rosario Bonaccorso.

Artista brillante e versatile, Flavio Boltro possiede anche doti di compositore, ha inciso nel 1999 il primo album a suo nome dal titolo “Road Runner”, e nel 2002 il suo secondo album “40°” alla testa del suo quartetto, entrambi i lavori sono stati pubblicati dalla prestigiosa etichetta Blue Note.

In un’intervista fatta a Wynton Marsalis su ”DownBeat” nel 1998, Marsalis designa Flavio Boltro come uno dei migliori trombettisti della scena jazz mondiale insieme a Tom Harrell, Terence Blanchard, Roy Hargrove, Wallace Roney, Nicholas Payton, Marcus Printup.

Ha collaborato con leggende come:

Cedar Walton, Bob Berg, Clifford Jordan, Freddie Hubbard, Billy Hart, Marcus Miller, Billy Cobham, Steve Grossman, Laurent De Wilde, Billy Higgins, Don Cherry, Michel Portal, David Williams, Jimmy Cobb, e con Stefano Di Battista, Antonio Faraó, Roberto Gatto, Danilo Rea, Rosario Giuliani, Dado Moroni, Fabio Zeppetella, Gino Paoli, e molti altri.

Flavio Boltro è stato insignito del grado “Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres” dal Ministero della Cultura Francese.

PROJECTS

Flavio Boltro – Miles Smiles Quartet è un progetto in cui convergono le carriere e le visioni di alcuni dei più stimati e versatili artisti della scena contemporanea, protagonisti e interpreti di assoluto spessore artistico, noti per le loro collaborazioni nazionali e internazionali. Unendo la loro consolidata esperienza e una profonda sensibilità tecnica, gli artisti danno vita, con arrangiamenti e brani originali di Boltro, all’omaggio dedicato al grande genio Miles Davis e all’universo sonoro Jazz-Funk-Rock dal 1968 al 1980 del grande trombettista americano, considerato uno dei più influenti, innovativi e originali musicisti del XX secolo.

Il risultato è una performance di altissimo livello, un’esperienza immersiva in cui la maestria tecnica si fonde con una potente carica emotiva e comunicativa, rendendo ogni concerto un evento irripetibile.

Fabio Giachino, pianista, compositore e producer, è un artista eclettico che si muove entro i confini del jazz e della musica elettronica. Nel 2011, 2012 e 2013 è stato tra i migliori 10 pianisti italiani secondo “JazzIT Awards”, è stato insignito di importanti premi ottenendo riconoscimenti sia nazionali che internazionale. I suoi album, “Introducing Myself” del 2012 con il suo trio (feat. Rosario Giuliani) e ”Jumble UP” del 2014 sono stati inclusi nella selezione “100 Greatest Jazz Album” del 2012 e 2014, stilata dalla rivista JAZZIT, nel 2013 il suo trio è stato tra le migliori 10 band italiane. Parallelamente agli studi accademici classici, che hanno portato al Diploma di Musica in Organo nel 2006 e alla Laurea di Secondo Livello in Musica nel 2009, nel 2012 ha conseguito il Master in Musica Jazz presso il Conservatorio “G.Verdi” di Torino. Tra le numerose collaborazioni, spiccano quelle con Randy Becker, Paolo Fresu, Dave Liebman, Javier Girotto, Miroslav Vitous, Flavio Boltro, Fabrizio Bosso, Patrice Heral, Gianluca Petrella, Roy Paci, Furio Di Castri, Rosario Giuliani, Pasquale Mirra, Maurizio Giammarco e Karima.

Pippo Matino, musicista poliedrico che spazia dalla musica jazz e relative contaminazioni funky, blues, rock alla musica leggera italiana ed è considerato, dalla critica nazionale, tra i maggiori specialisti e virtuosi del basso elettrico. Ha creato svariati progetti live in qualità di leader realizzando ben 14 ALBUM e ha collaborato con alcuni tra i migliori musicisti internazionali: Billy Cobham, Mike Stern, Horacio ”El Negro” Hernandez, Manatthan Trasfer, Famoudou Don Moye, Bireli Lagrene, Peter Erskine, Tony Scott, Stefano di Battista, Rocco Zifarelli, Roberto Gatto, Javier Girotto, Benjamin Henocq, Antonio Faraò, Danny Gottlieb, Ronnie Cuber, James Senese, Robin Eubanks Fabrizio Bosso, Antonello Salis, Rosario Giuliani e con numerosi artisti della musica leggera italiana: Joe Barbieri, Alex Britti, Giorgia, Neri per Caso, Enzo Gragnaniello, Loredana Bertè, Eduardo De Crescenzo, Irene Grandi, Francesco Baccini. Nel 2006 ha tenuto una Masterclass presso la scuola di jazz piùfamosa al mondo: BERKLEE COLLEGE of MUSIC di Boston.

Marco Frattini è un batterista e compositore, oggi considerato tra i migliori specialisti di piatti e tamburi a livello internazionale. Ha studiato presso il Berklee College of Music ed il New England Conservatory di Boston e la sua attività concertistica in diversi ambiti (jazz, pop, world, contemporanea, canzone d’autore, teatro) lo portano a collaborare con numerosi artisti, tra i quali Pietro Tonolo, George Garzone, Trilok Gurtu, Darryl Hall, Javier Girotto, Inoki, Simone Zanchini, Max Ionata, C’mon Tigre, Nigel Price, Gianluca Petrella, Miklòs Lukàcs, Quintorigo, Peppe Servillo, Marco Sabiu, Luca Barbarossa, James Thompson, Roy Paci, Will Weldon Robertson, M+A, Joseph Bowie, Umberto Scida, Alessio Boni, Gianmaria Testa, Max Manfredi, e molti altri. Questo ampio spettro di collaborazioni lo porta ad essere un musicista dallo stile estremamente personale ed al contempo versatile, ha all’attivo più di settanta incisioni discografiche e svariate produzioni musicali e teatrali. Marco Frattini ha suonato in tutto il mondo partecipando ad importanti festival nazionali ed internazionali e varie trasmissioni radiofoniche e televisive.

Mirobolant è un aggettivo di origine francese (derivato del termine myrobolan) che significa straordinario, stupefacente o strabiliante. Nel lessico italiano si è evoluto nella forma simile mirabolante. Entrambi i termini sono spesso usati in modo enfatico per descrivere qualcosa di magnifico, incredibile o fuori dal comune.

Quando universi sonori distinti si incontrano, nasce un’alchimia unica.

Flavio Boltro, maestro indiscusso della tromba jazz, Jérôme Casalonga, figura emblematica della musica corsa, Majid Bekkas, virtuoso marocchino del guembri e custode della tradizione Gnawa, e Mattia Barbieri, esploratore delle percussioni moderne, si uniscono per uno straordinario progetto artistico.

Questi quattro musicisti, provenienti da tradizioni e culture musicali ricche e variegate, intraprendono insieme un’avventura sonora in cui le loro radici si intrecciano con l’aspirazione a esplorare l’ignoto. Mossi da un desiderio condiviso di scambio, creazione e fusione, compongono un repertorio unico, un mosaico musicale intriso delle loro rispettive identità, ma proteso verso territori inesplorati.

Il progetto promette di essere un’immersione audace in un universo dove il respiro meditativo delle montagne corse incontra i ritmi ipnotici della musica Gnawa, dove l’improvvisazione jazz si fonde con le cadenze delle percussioni contemporanee. Nelle loro mani, ogni nota diventa una porta d’accesso a mondi abbaglianti e inaspettati.

Quest’avventura è la testimonianza senza tempo di questo dialogo universale, destinato ad affascinare e stupire gli amanti della musica senza confini. L’album, vero riflesso di questo incontro creativo, promette di essere un viaggio attraverso paesaggi sonori unici, intrisi di umanità ed emozioni condivise. Un invito ad ascoltare in modo diverso, a immaginare un mondo in cui le differenze si uniscono per dare vita a nuove armonie.

Il duo composto da Flavio Boltro e Fabio Giachino, acclamato per la sua carica espressiva di altissimo livello, si muove liberamente in un repertorio tra composizioni originali e standard jazz con un progetto straordinario che offre momenti di profonda intensità e tecnica sopraffina. I due artisti hanno condiviso insieme numerose esperienze musicali giungendo a una intimità artistica che trova la sua massima espressività in questo lavoro in cui le cose da dire sono molte, ma sono soprattutto intense ed uniche.

FLAVIO BOLTRO
NEXT GEN 4TET

Flavio Boltro | tromba
Emanuele Filippi | pianoforte
Michelangelo Scandroglio | contrabbasso
Mattia Galeotti | batteria

Radicato nel linguaggio del jazz moderno ma aperto alle estetiche trasversali ai generi, il Flavio Boltro | NextGen 4tet esplora composizioni originali caratterizzate da chiarezza melodica, profondità ritmica e interazione collettiva. Il progetto abbraccia il dialogo fra storia e innovazione: il vasto percorso artistico di Boltro incontra la curiosità, l’energia e la freschezza di tre giovani improvvisatori creativi. Un nuovo super-ensemble jazz che unisce le generazioni, mettendo insieme l’immensa esperienza dell’iconico trombettista italiano e la forza creativa di tre fra le voci giovani più originali del jazz italiano di oggi: Emanuele Filippi, Michelangelo Scandroglio e Mattia Galeotti.

Tutti e quattro i musicisti sono bandleader attivi, riconosciuti per la propria identità artistica e per le carriere internazionali. Insieme danno vita a un sound profondamente radicato nella tradizione jazzistica e al tempo stesso audacemente contemporaneo, che fonde lirismo melodico, interplay ritmico e un approccio improvvisativo guidato da uno sguardo al futuro.

Emanuele Filippi è un pianista e compositore italiano la cui opera coniuga chiarezza lirica, raffinatezza armonica e una forte consapevolezza ritmica. I suoi lavori hanno ricevuto grandi elogi da maestri del jazz come Enrico Rava, che descrive i suoi album come “racconti brevi perfetti”.
Fred Hersch sottolinea come la musica di Filippi sia “suonata con maestria, precisione e passione”. Attivo sia sulla scena europea che su quella americana, ha pubblicato album acclamati dalla critica come leader e ha collaborato con musicisti di fama internazionale, quali Enrico Rava, Glauco Venier, Seamus Blake, Chris Morrissey, Fabrizio Bosso, Jorge Vistel, Ben Van Gelder, Soweto Kinch, Jure Pukl, Francesco Bearzatti, Panagiotis Andreou, Tom Ollendorff,  Francesco Ciniglio, JK Kim, Roman Filiu, Giovanni Cigui, Matteo Bortone, Dave Adewumi, Nicola Caminiti. 

wwww.emanuelefilippi.com

 

Michelangelo Scandroglio, tra i più acclamati bassisti e compositori di nuova generazione in Italia, la sua musica, sia acustica che ibrida, esplora ritmi contemporanei, composizioni narrative e influenze trasversali ai generi musicali. Ha vinto importanti premi, tra cui l’Umbria Jazz Competition (selezionato da Paolo Fresu), il premio “Tomorrow’s Jazz” di Veneto Jazz e il Riga International Bass Competition. Nel corso della sua carriera, ha avuto l’opportunità di suonare e collaborare con alcuni dei più importanti jazzisti italiani, tra cui Enrico Rava, Stefano “Cocco” Cantini, Nico Gori, Francesco Ciniglio, Fabrizio Bosso e Alessandro Lanzoni, oltre a musicisti jazz di fama internazionale come Seamus Blake, Jeff Ballard, Shai Maestro, Chris Fishman, Gregory Hutchinson, Xavi Torres Vicente, Ben van Gelder e Logan Richardson.

www.michelangeloscandroglio.com

 

Mattia Galeotti è un batterista noto per la sua dinamica versatilità, il suono raffinato e l’eccezionale senso del ritmo. Attivo in numerosi progetti di jazz contemporaneo, apporta un approccio ritmico moderno che bilancia delicatezza e grinta, rendendolo una figura di spicco nel panorama jazzistico italiano in ascesa. Ha partecipato a concerti in svariati contesti musicali: Zastava Orkestar, Lilac for People, Quasar (vincitori del concorso Fara Music Festival), Michelangelo Scandroglio Group (vincitori del Conad Jazz Contest 2019 – Umbria Jazz), Luca Zennaro Band (con il pianista Alessandro Lanzoni), Koloro, Jacopo Fagioli “Dialogue”, Nazareno Caputo “Phylum”, “Ment4l” (tour in Italia nel 2019 con il sassofonista Seamus Blake), ed ha partecipato ad alcuni dei festival più importanti in Italia e in Europa, come ElbJazz 2017/2019 (Amburgo), Veneto Jazz, Serravalle Jazz 2017, A Jazz Supreme 2018 (Firenze), Visioninmusica, Il Jazz Italiano per le Terre del Sisma 2019, Treviso Jazz Festival, Firenze Jazz Festival 2019, Parkli Jam Fest (Basilea), GeniusLoci 2019 (Firenze).


www.autrecords.com/artists/mattia-galeotti-2/

FLAVIO BOLTRO & GREG LAMY

Greg Lamy | guitar

Flavio Boltro | tromba
Gautier Laurent | double bass
Jean-Marc Robin |  drums

La complicità musicale del duo si rivela attraverso la combinazione trascendentale di chitarra e tromba, nonché un amalgama di atmosfere ed emozioni diverse che immergono delicatamente l’ascoltatore in un viaggio straordinario.

È sempre interessante trovare dischi in cui due strumenti che ben si prestano al “solismo” sono coprotagonisti e si lasciano i giusti spazi. 

Letting Go di Greg Lamy e Flavio Boltro è uno di quelli. Uscito nel 2023 per Igloo Records, l’album è composto da dieci tracce di cui nove originali. Tolto il pregevole omaggio a Pino Daniele – Chi Tene O’Mare – che chiude il disco, gli altri brani sono stati scritti tutti dal chitarrista originario di New Orleans e dal trombettista piemontese, che negli anni hanno suonato in più occasioni insieme.

A completare la formazione sono stati i consolidati Gautier Laurent e Jean-Marc Robin, rispettivamente bassista e batterista, che hanno già preso parte ad altri lavori discografici di Lamy.

Una delle più grandi figure della tromba jazz si è unita a uno dei più straordinari chitarristi jazz. In concerto, i due musicisti trasmettono al pubblico “la sensazione di essere testimoni, o addirittura ospiti, di una piacevole cena tra amici”.                                – D’Lëtzebuerger Land

Il chitarrista Greg Lamy, originario di New Orleans, vive tra il Lussemburgo e Parigi. Dopo aver studiato al Berklee College of Music di Boston, si è fatto notare rapidamente esibendosi nei club e ha intrapreso tournée in tutta Europa e a New York. Si è distinto per le numerose collaborazioni, come quelle con Lionel Loueke, Bojan Z e Marco Massa, oltre che con il suo trio, un ensemble completo, stimolante e ambizioso, in cui Lamy si muove tra swing, groove e jazz contemporaneo, creando un’atmosfera unica.

“Un chitarrista il cui suono di chitarra fresco e puro dà vita a molteplici atmosfere melodiche, sottolineate da uno stile pressoché fluido, un musicista dal futuro promettente.”
– Lionel Loueke

“Lamy è un vero chitarrista elettrico jazz. Il suo approccio giocoso è aperto, a volte ruvido e spesso imprevedibile. Nessuno qui si preoccupa dei cliché di genere: l’apertura e l’umorismo di Greg Lamy ricordano John Scofield. Un album fantastico!”
– Lothar Trampert sull’album “Press Enter” in Gitarre & Bass Magazin 2018 (DE)

booking

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